Brexit intervista ad Alessandro Amadei

Westminster
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Alessandro Amadei  “Restiamo in Europa ma con altri valori”

Il “terremoto Brexit” secondo il Vicepresidente del Comites di San Marino Alessandro Amadei: “Sbagliato uscire dall’Euro”. —
Abbiamo incontrato l’avvocato Alessandro Amadei (Vice Presidente del Comites di San Marino), per scambiare qualche riflessione sul “terremoto Brexit” e sulle tiepide e confuse reazioni che si sono verificate sul Titano, con le dichiarazioni del Segretario Valentini.

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Amadei
Alessandro Amadei

Avvocato cosa può dirci sulla vittoria del Brexit e delle conseguenti dimissioni di Cameron?

“I britannici non ne potevano più di sottostare ai diktat dei burocrati dell’Unione Europea che dettano regole che troppo spesso vanno contro gli interessi nazionali degli stati membri, arrogandosi il diritto di decidere anche quante acciughe devono stare in un vasetto o qual è la misura minima di un pomodoro o di una vongola”.

Allora quali scenari per l’Europa?

“Dopo lo schock del voto, l’Europa sembra sempre più sgretolarsi sotto i colpi inferti dai nazionalisti e dai populisti dell’euroscetticismo che rimproverano all’Unione Europea di aver adottato finora misure economiche, come il fiscal compact ed il bail-in, ritenute troppo recessive ed austere per i cittadini degli stati membri, in quanto deterrenti dello sviluppo economico. L’addebito più significativo che viene contestato all’Unione Europea è quello di avere gestito con superficialità l’emergenza umanitaria dei migranti, producendo i risultati fallimentari che attualmente sono sotto gli occhi di tutti.

Anche Lei quindi vede una sorta d’effetto domino nel quale potrebbero essere coinvolte Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, ovvero gli anelli deboli dell’Europa?

Sì, basterebbe che qualche altro paese con un’opinione pubblica fortemente “euroscettica” chiedesse di indire una consultazione popolare sulla falsariga di quella britannica per far saltare gli equilibri europei che non sono più solidi come vent’anni fa. L’ipotesi non è inverosimile e le reazioni di giubilo al risultato del voto britannico arrivate dai leader populisti del continente sono un chiaro presagio.

Qual è la posizione del Comites?

Il Comites San Marino non condivide la scelta di lasciare l’Unione Europea, in quanto senza integrazione europea non ci può essere quella pacifica convivenza tra i popoli e quella crescita economica, culturale e sociale che i padri fondatori come Adenauer, Schumann e De Gasperi, auspicavano. L’Europa deve cogliere il segnale di disagio proveniente da oltremanica per correre ai ripari. L’egoismo tedesco che, di fatto, vuole un’economia a due velocità, deve rivedere la propria impostazione, sia dal punto di vista economico che culturale.

E a San Marino?

È il momento di ricucire un tessuto sociale che, negli ultimi tempi, è stato violentemente strappato, ricominciando a parlare di povertà, di precarietà lavorativa, di esclusione sociale, di inadeguatezza rispetto ad un sistema dominato dalle fazioni interne. Va rivisto il rapporto tra cittadini ed i loro rappresentanti. Il Comites può essere propulsivo all’integrazione europea del Paese, ma dobbiamo essere ascoltati dalle istituzioni con maggiore continuità. Possiamo portare il nostro contributo ad un passaggio fondamentale nel progetto di avvicinamento all’Europa. San Marino non può e non deve perdere la propria storia e le proprie tradizioni, né subire norme ‘copia incolla’ così come spesso è accaduto con l’Italia.

Fonte: r.b. Romagnanoi.it

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