Troppe discriminazioni nel Pdl sulla cittadinanza

Alessandro Amadei
Alessandro Amadei

Comites incontra Rete: “Troppe discriminazioni nel Pdl sulla cittadinanza”

Nelle scorse settimane il Comites
(Comitato italiani all’estero)
di San Marino ha incontrato il
movimento Rete per affrontare
il delicato tema della cittadinanza.
“Il confronto con Rete
è stato positivo – spiega in
una nota Alessandro Amadei,
vicepresidente del Comites
San Marino (foto) -, in quanto
i rappresentanti del movimento
hanno ascoltato con attenzione
le riflessioni che sono state
loro sottoposte. In sintonia con
quanto dichiarato nel marzo
2016 in sede di discussione del
progetto di modifica della legge
sulla cittadinanza, gli esponenti
di Rete hanno condiviso con
il Comites San Marino – sottolinea
Amadei – la necessità di
rivedere il quadro normativo
di tutta la materia che riguarda
residenza e cittadinanza.
La discriminazione più evidente che
sarebbe da eliminare dall’attuale
normativa sulla cittadinanza
è quella che riserva ai cittadini
sammarinesi naturalizzati un
trattamento diverso rispetto
a quello riservato ai cittadini
sammarinesi di nascita. Infatti,
per ottenere la cittadinanza
sammarinese per naturalizzazione
i cittadini italiani
residenti devono rinunciare alla
cittadinanza di provenienza,
mentre i cittadini sammarinesi
di nascita mantengono la
doppia cittadinanza nel caso
in cui uno dei due genitori
sia straniero. Addirittura,
secondo l’attuale normativa
sulla cittadinanza – prosegue
Amadei – coloro i quali divengono
cittadini sammarinesi
naturalizzati, se figli di madre
nata sammarinese per origine
che abbia o non abbia beneficiato
delle leggi sul reintegro e
sulla riassunzione della cittadinanza,
possono richiedere la
cittadinanza sammarinese per
origine, qualsiasi età abbiano,
non dovendo rinunciare alla
cittadinanza di provenienza,
mentre i figli di madre sammarinese
naturalizzata possono
richiedere la cittadinanza sammarinese
solo se minorenni,
dovendo rinunciare comunque
alla cittadinanza di provenienza.
Altri importanti spunti che
sono emersi dal confronto tra
Rete ed il Comites San Marino
hanno riguardato il numero
degli anni di dimora effettiva e
continuativa nel territorio della
Repubblica (25 anni per gli
stranieri, 15 anni per i coniugi
stranieri di cittadino/a sammarinese)
per potere effettuare la
richiesta di naturalizzazione. A
tal proposito, Rete ha condiviso
la proposta del Comites San
Marino – conclude Amadei – di
rivedere le tempistiche per la
concessione della cittadinanza
in tutti i casi di naturalizzazione
di un residente, come raccomanda
l’Ecri (Commissione
europea contro il razzismo e
l’intolleranza)”.

fonte: l’informazione Carlo Filippini Editore

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