Il Re è nudo per colpa del suo atteggiamento! Resoconto di un settennato

Questo mio commento fa seguito all’articolo del Segretario Generale del CGIE Michele Schiavone

( https://www.facebook.com/1990803064579107/posts/3087169854942417/?sfnsn=scwspwa ) .

Purtroppo da tempo  si denuncia che l’estero è abbandonato a se stesso. Le autorità preposte troppo spesso risultano scollate dalla realtà dei propri concittadini, vivendo in una sorta di “oasi”, con le autorità del paese ospitante. I cittadini non si sentono ascoltati nelle segnalazioni delle loro esigenze, e questo porta disaffezione a non partecipare anche all’importante istituzione cittadina  qual è  il COMITES. La mancanza di informazione e pubblicità, e la scarsa volontà di interessare la cittadinanza è un altro importante motivo che porta a questo disinteresse. Se poi  si aggiunge un’ingerenza delle autorità e della politica all’interno di istituti cittadini come il Com. It. Es. ecco che questo scollamento della comunità diventa così importante.

Tutto ciò ha il riflesso di rendere tutto poco credibile di fronte alle autorità (forse questo è voluto?), ma soprattutto anche da parte della comunità stessa che vede il Comitato come uno spreco di denari pubblici. Abbiamo presentato, per questo motivo, nel 2017 una proposta di riforma per Comites e CGIE , per rendere più fruibile dai cittadini questo istituto, chiedendo anche importanti ambiti di controllo sulle altre entità presenti all’estero, così da dimostrare un’ autorevolezza necessaria a chi presta un’opera di volontariato a favore dei propri concittadini.

Abbiamo visto subito l’interesse del CGIE, con cui ci siamo potuti confrontare, e a cui abbiamo inviato le nostre proposte per costruire una proposta condivisa , ma non abbiamo percepito alcun interesse da parte del Ministero e degli  Enti preposti. Anzi si sono visti provvedimenti insignificanti che hanno imposto, a fine luglio, che i Comites sapessero che cambiava il modo di amministrare il comitato già a gennaio, con grandi difficoltà per i Presidenti e la conseguente presentazione del bilancio 2020 ( forse si pensava che i Presidenti fossero dei veggenti – https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2021/01/circolare_2_28_07_2020.pdf circolare uscita a fine luglio che ha regolato il bilancio del 2020 applicando in modo retro attivo la disposizione).

Ma l’atteggiamento è stato quello di imposizione e non di ascolto,  in forma autoritaria, e non in maniera collaborativa, come esigerebbe una efficace autorevolezza con chi sta eseguendo un compito di volontariato gratuito, e di responsabilità visti i due anni in più imposti. Così sta succedendo anche in queste elezioni, non preferendo  incoraggiare una diversa e plurale  partecipazione delle liste, che avrebbe creato un maggior  ritorno mediatico e un’occasione di conoscenza  più diretta del ruolo del Comites .

Anche la scelta  di preparazione del voto ha fatto la sua parte, con l’opzione di inversione del voto,  prevedendo una iscrizione alle liste elettorali dei Comites con processi complicati, con una richiesta di copie di documenti da inviare al consolato, non sempre alla portata di tutti i concittadini, molti dei quali non ne comprendono la necessità in quanto sicuri di essere iscritti visto che arriva loro da votare per le elezioni politiche.  Ecco perchè il RE E’ NUDO! Perchè tutti questi atteggiamenti non sono passati inosservati da parte dei concittadini. Anche San Marino ha 377 iscritti su 16.000 votanti, che corrisponde ad un 2,35% malgrado il grande impegno che il Presidente ha messo per sensibilizzare al voto, e che sicuro ha inciso moltissimo su un risultato ancora più prossimo allo 0. Atteggiamenti alquanto ambigui in tempo di COVID: pubblicità su reti nazionali non fatte, inviti a partecipare mal posti nei tempi e nei modi, aiuti e spiegazioni non arrivate con conseguenti complicazioni dei preparativi e della formazione delle liste, fino a rifiutare procedimenti riconosciuti dalla legge, originali che devono poi essere restituiti disconoscendo fotocopie degli stessi documenti fatte dalla autorità stessa ( una copia di un documento fatto da un pubblico ufficiale è da considerarsi pari a copia conforme se non esce da quella sede),  che avrebbe dovuto trattenere subito l’originale consegnandone una copia conforme per evitare qualsiasi problematica di contagio nello scambio ingiustificato di documenti ( documenti originali che poi devono tornare ai legittimi proprietari e che quindi devono essere restituiti doverosamente), tutto questo da parte delle persone preposte che avrebbero il compito di semplificare ed aiutare in un processo burocratico che non è normale nella vita quotidiana di un semplice cittadino. Tutto questo ha contribuito ai numeri di scarsa partecipazione che il Segretario Generale Schiavone riporta nel suo articolo.

Tutto ciò fa perdere molta credibilità al Comites e ci si chiede se non sia una volontà premeditata. Questo si evince dai commenti e da chi ha vissuto ed osservato l’estero allacciando rapporti e partecipando a diverse iniziative nel sociale. L’estero è una risorsa che va valorizzata e che può portare per l’Italia frutti importanti come il MADE IN ITALY che tanto i governi esaltano a parole, ma che poi tradiscono nei fatti.

Serve rivedere l’impianto delle leggi e delle disposizioni, perché se le persone preposte non creano comunità finiscono per creare un rifiuto e un allontanamento da tutto ciò che ha sapore e colore di nazione italiana. Questo è il resoconto generale di un Presidente che, nel suo settennato, ha dato tanto, trovando spesso anche lo scontro con l’autorità, con la quale invece si cercava una collaborazione per risolvere le problematiche dei propri concittadini ( vedi caso targhe ove si attendono ancora risposte alle problematiche segnalate).

Mi sono interfacciato sempre in modo costruttivo, ma senza far mancare la critica e la sensibilità della mia comunità in territorio. Giunto ormai alla fine del mandato riporto qui l’amarezza di non aver mai ricevuto alcuna richiesta da parte delle autorità a prolungare il mandato per altri due anni dalla scadenza naturale del 2020, e anzi che ha preteso senza nulla eccepire che fossero eseguiti i compiti a cui il ruolo nell’istituto si prevede e che ho eseguito con senso di responsabilità, e di questo non si registra nemmeno alcun ringraziamento, se non una soddisfazione a liberarsi di chi il problema lo segnala, mentre il problema andrebbe risolto.

Con amarezza devo ammettere che ci si sente esausti, delusi e molto avviliti per questo comportamento dell’autorità ( IL RE E’ NUDO ).

 

Un saluto affettuoso e cordiale va alla mia comunità che incontro e che continuerò ad incontrare nel sociale tutti i giorni.

 

Diego Renzi, Presidente del Comites San Marino

Il re è nudo. Le elezioni bulgare dei Com.It.Es.

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Author: Diego Renzi